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CITAZIONI
"Una valle, quella dello
Strona, caratterizzata da forti contrasti.
Come i colori dei suoi paesaggi, dal nero cupo dei valloni al rosso infuocato
dell'autunno, dal grigio dei tetti in beola che trasudano miseria antica alla vivacità
dei costumi femminili, straordinariamente civettuoli, come se la vita di quei luoghi non
fosse una dura lotta, ma festa, danza, fiaba.
Una valle di mistero, con il suo fascino intatto, in questa epoca disincantata dal
razionalismo tecnologico.
Qui sopravvivono l'arcano delle streghe, le leggende, le superstizioni, le credenze
tenaci, non solo evocate intorno ai camini della nostra infanzia, ma di cui si imbeve
tutta una cultura costruita sul linguaggio del buio, sulle erbe che guariscono, sulla
simbologia della natura.
Bizzarra anche orograficamente, come se un tallone demoniaco abbia impresso il suo sigillo
della inabitabilità; eppure abitata da sempre, da un popolo che non poté essere
altrettanto bizzarro, per cimentarsi in una scommessa persa in partenza con un ambiente
dove si cava il pane dai sassi.
Già al tempo degli Sforza, questi luoghi sono descritti come "i più sterili e
selvaggi che si ritrovino essere abitati in tutto il Ducato."
Pietro Chiovenda
Introduzione a "La Valle Strona" Fondazione Monti
Anzola d'Ossola, 1975
(...) Nella Valle
Strona, a Sambughetto, esistono delle misteriose cavità carsiche. Si racconta di un
prete che un giorno entrò nelle grotte e vi vagò per giorni, finché uscì in un punto
molto più a valle.
Nelle grotte si riteneva vivessero misteriosi esseri femminili, denominati
streghe. Secondo la tradizione queste creature uscivano dalle grotte di notte
e lanciavano una corda fino al campanile di Sambughetto. Sul filo si esibivano in
acrobazie degne dei migliori equilibristi.
Nelle cavità si trovavano resti di animali di dimensioni e aspetto mai visto e questo
contribuì non poco ad alimentare lidea che potesse trattarsi dei pasti delle
streghe. (...)
Fonte: il lago dei misteri
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