“Una schiera di santi sembra sbucare da semipilastri e pareti con gli occhi incantati e i riccioli fluenti”

La Basilica sull’Isola di San Giulio
(scorci d’interni)

La Basilica sull’isola

(…) La luce che filtra da Oriente – dall’abside – spalanca uno spazio inatteso, che il sole colora di oro rosato, dal catino absidale alla cupola, al tiburio aperto a ottagono sul cielo.
Dai quattro pennacchi della crociera, gli evangelisti continuano ad annunziare nello spazio e nel tempo l’evento celebrato sull’altare sottostante, così solenne nell’elegante alternarsi di marmi rossi e neri, ripresi a scacchiera dal pavimento del presbiterio elevato sulla cripta ipogeica, di fine Seicento, scavata dopo l’invenzione e la ricognizione delle reliquie dei cinque Santi dell’Isola (Giulio, Elia di Sion, Audenzio, Filiberto e Demetrio).

Affreschi dell’isola

Una schiera di santi sembra sbucare da semipilastri e pareti, sottarchi e vele delle volte.
Veneratissimi continuano a sorridere benevoli con gli occhi incantati e i riccioli fluenti.
Avvolti in smaglianti panneggi, rimandano a frescanti e artisti operanti nel Novarese tra Quattro-Cinquecento (i De Campo e il Maestro del 1486, i Cagnola, sodali di Gaudenzio Ferrari), o nella Valsesia tra Sei-Settecento (Carlo Borsetti).


Santi “ausiliatori”, amici dei poveri, tra guerre, pestilenze, carestie e calamità di ogni genere, sulla barca della fede ecclesiale hanno traghettato la speranza nei secoli bui, sostenendo e ridando coraggio a generazioni e generazioni di pellegrini , la cui timida mano qua e là ha tracciato graffiti intrisi di dolore e di caparbia fiducia: il sottotono del restauro ancora lascia intravvedere le date, e i nomi, con la menzione di circostanze precise, perché la fede si cala sempre nel quotidiano (….)

Pulpito della Basilica di San Giulio

Testo da Diocesinovara.it

Articoli correlati