Un intimo e romantico ricordo di Cesare Augusto Tallone e l’Isola di San Giulio

FIDANZAMENTO ALL’ISOLA DI SAN GIULIO

(…) Quando presi decisioni importanti mi richiamai sempre ai momenti più puri dell’essere: a quelli dell’infanzia che capta armonie ultraterrene, e più avanti a quelli del dolore che crogiola l’anima riportandola alle sorgenti dell’amore che non muta.

Dovendo fidanzarmi, scelsi l’isola di San Giulio dove avevo trascorso l’infanzia.

Aggrappate ai vecchi ricordi vi abitavano ancora la vedova del Conte Vincenzo Peroli, signora Angiolina, e la di lei madre Clorinda Brema.

Nel palazzo è l’aulico studio ricavato dal salone dell’antico Seminario, quasi aereo, che il nobile mecenate di Urbino aveva fatto sistemare per ricevere le lezioni di pittura.

Un immenso finestrone suggerito da mio padre, (allora studente a Brera) inquadra la Basilica di San Giulio.
Posto al centro del lago, lo domina; in faccia è la storica torre di Buccione, a levante il Sacro Monte di Orta, a ponente sul gran masso di granito è collocato il Santuario della Madonna del Sasso.

Era per me l’angolo più bello del mondo, vi trascorrevo intere giornate in contemplazione.

Nella mistica atmosfera mi pareva d’udire armonie celesti provenienti da un’arpa tesa tra i templi della religiosità.

Approdammo all’isola in una stupenda giornata di maggio.

Casa San Giulio

Nell’austero silenzio dell’antica casa, il nostro arrivo recò alle pie donne la poesia di giovani, anelanti alla loro benedizione.
La cara signora Angiolina Peroli frugò in alcuni cassetti, prese un anello d’oro, sormontato da uno zaffiro color cielo, lo confrontò con gli occhi di Lissy e lo infilò al dito della sua mano, dicendo: “Che Dio vi benedica!”.

La madre, Clorinda, che aveva conosciuto personalmente Don Bosco, del quale mi aveva sovente parlato, mi si avvicinò e con le dita che uscivano dai mezzi guanti di lana scura, mi accarezzò la fronte mormorando una prece: sentii Don Bosco presente. (…)

Cesare Augusto Tallone
da Fede e lavoro, memorie di un accordatore, Milano, 1978

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BREVE BIOGRAFIA DI C. AUGUSTO TALLONE

Cesare Augusto Tallone (Bergamo, 10 maggio 1895 – Milano, 4 febbraio 1982) è stato un liutaio italiano.

Figlio del pittore Cesare Tallone, apprese il mestiere di liutaio nella fabbrica Fip di Alpignano e poi alla Zari di Bovisio, di cui fu giovanissimo direttore.
Gabriele d’Annunzio lo definì “artefice in costruzioni sonore” ed egli divenne accordatore ufficiale del Vittoriale.
Perfezionatosi in Germania, negli anni cinquanta iniziò la costruzione dei pianoforti “Tallone” giungendo, dopo dieci anni di studi e sperimentazioni, a produrre il primo pianoforte italiano gran coda da concerto.
Per il suo orecchio infallibile, la sua squisita sensibilità musicale e la perfetta conoscenza dello strumento, fu stimato, fra gli altri, da Alfred Cortot, Edwin Fischer, Ludwig Hofmann, Arturo Toscanini e Arturo Benedetti Michelangeli, che lo volle con sé come tecnico accordatore durante le sue lunghe tournée internazionali.

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