Orta in un racconto di Piero Chiara: “Sotto la sua mano” (l’incipit e invito alla lettura)

“Quando nel 1958 il mio amico Ferriani, gran cacciatore, mangiatore e amatore fortissimo al tempo di sua vita, decise d’improvvisarsi editore per stampare alcune opere venatorie, gli proposi di includere nella sua collana, dove già figuravano le opere dí Alberto… Continue Reading

La piazza-salotto di Orta San Giulio (una pennellata)

La piazza di Orta, malgrado il cambiamento delle stagioni, delle mode, dei personaggi di varia umanità che la popolarono, non ha mai perduto quel fascino intrigante descritto con maliziosa spontaneità dal magniloquente scrittore Augusto Mazzetti (1901-1978),  giornalista, sceneggiatore di cinema,… Continue Reading

Dalle “Fantasie cusiane”: Funerale sul lago di G. Solaro

“Essi [gli abitanti della Riviera] vengono ai funerali in abito di scorruccio, ed era ben grave per l’addietro il loro dolore, e profuso il pianto, dacché lo statuto della Riviera con pene pecuniarie ne proibiva il pianto” (Statuto n. 91:… Continue Reading

Il lago d’Orta e quell’essere malati incurabilmente di nostalgia (una serata ortese del 1934)

Già accennammo in un post precedente all’evento delle Fiammelle che coinvolse l’intero borgo d’Orta nel 1934. Trovato l’opuscolo (ormai raro) che ne seguì, pubblichiamo qui l’introduzione e un testo intenso del Mazzetti, lì raccolto: “Siamo dei malati di nostalgia, e vana… Continue Reading

Cristoforo Crespi, il minareto sul lago d’Orta e l’esorcista-guaritore

(…) Orta incantò anche un uomo d’affari bustese, l’industriale cotoniero Cristoforo Crespi, affascinato dal Medio Oriente e dall’architettura moresca, dai parchi silenziosi che facevano corona alle belle dimore dei califfi, dai quali comperava partite di cotone a Bagdad. Assieme alla… Continue Reading

Panni stesi e borghigiani nell’Orta che fu e l’apoteosi del Ragazzoni

Panni stesi e l’ozio benevolo dei borghigiani sulla piazza di Orta all’inizio del 1900 Da notare accanto al Palazzotto il vespasiano, poi rimosso, che ispirò la celebre poesia del Ragazzoni (Orta, 1870 – Torino, 1920) sui culi d’Orta: