Scoprire i piccoli borghi del lago d’Orta: Corconio

Corconio è posto sulle alture Orta e si sviluppa a mezza costa lungo il pendio della collina.
Il fascino di questo piccolo centro della Riviera del Cusio scaturisce dal fatto di essere formato da poche case, isolate tra i boschi ed avvolte nel silenzio, e da minuscole vie, ripide e tortuose, che hanno sempre sullo sfondo la veduta del lago.

Il lago da Corconio

Scrive giustamente il Bonfantini che « la chiesa, col nobile palazzo di campagna che le sta di fronte, l’erboso viale sul fianco, tra un filare di abeti e una siepe dalla parte del lago, col colorito fondale di una cappella, un’altra casa dal lato opposto con il cancello che s’apre su un giardinetto fiorito, il piazzaletto a selci che prolunga il minuscolo sagrato e subito si stringe scendendo sotto una rustica arcata verso le altre case dell’abitato, formano in breve spazio un complesso che si direbbe destinato ad esprimere nel modo più compiuto il vero stile dell’Orta ».

Raggiungendo a Corconio

In questo quadro, rimasto fortunatamente intatto con il trascorrere dei secoli, il centro è la casa dei Bonola, che forma un tutt’uno con la chiesa di Santo Stefano che le sta di fronte e le loro architetture non possono essere comprese se non nel loro stretto rapporto ed in quello con l’ambiente circostante così ricco di sottile bellezza.

Villa Bonola

Il merito della realizzazione del sorprendente complesso spetta ai membri della famiglia Bonola, originaria di Corconio, come tiene a riferire il pittore Giorgio nella sua Storia della famiglia scritta da G.B. nel 1686. Questo casato assunse una discreta importanza — e sostanza —con Rocco, nato nel 1631 e morto nel 1710, particolarmente portato negli affari: commerciò in tele e merletti « e in quadri, avendo inclinazione al disegno, frequentando il Cairo, il Panfilo, lo Scaramuccia, il Busca e corrispondendo con artisti di Roma e Bologna. La vendita di quadri gli rese cinquemila scudi; altri proventi notevoli ebbe dal commercio dei vini e dall’esercizio di otto trattorie a Milano ».


Ciò permise a lui ed alla sua famiglia, formata dalla moglie e da tre figli, di vivere agiatamente, acquistando terreni a Corconio dove, seguendo la tradizione di tanti altri paesani, tornati dopo aver cercato e trovato fortuna altrove, ingrandì e fece più bella la casa avita. In questa casa visse anche, fino alla morte precoce nel 1700 — era nato nel 1657 — Giorgio Bonola, un personaggio interessantissimo che solo da poco è stato considerato nella sua giusta dimensione grazie ai puntuali studi della Mrozinska e del Carena: egli « colleziona disegni con forte curiosità per la pittura dell’Italia settentrionale (in questo si avvicina a Sebastiano Resta) ed è in grado di abbozzare una guida alla buona pittura nella provincia di Novara sotto il titolo di Fiori Pittoreschi del Novarese », mai pubblicata.
Inoltre fu fondatore dell’Accademia di San Luca di Corconio, voluta insieme con il padre Rocco, nel 1693. Lo spunto di questa iniziativa culturale veramente significativa venne dall’ampliamento, voluto dai Bonola, a partire dal 1680 fino al 1695, della chiesa parrocchiale di Corconio « eretta dal padre (di Rocco) nel 1609, che fu da lui dotata di un altare in marmo e di una pala con S. Stefano di S. Legnani ».
L’intervento consisté nella fabbrica di una cappella dedicata a san Luca, dove appunto avrebbero potuto riunirsi « divoti e dilettanti protettori delle virtù et proffessori diversi, cioè in ” ciò che si ricerca si al disegnio, come alle lettere, e medicina, per essere state virtù esercitate dal Santo evangelista » ”

Chiesa di S. Stefano

testo da Ville della provincia di Novara, Rusconi, 1988
immagini tratte dal web

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