Quando l’Isola di San Giulio ospitava innumerevoli e dimenticati visi-bambini…

Proseguiamo questo breve viaggio nella cartolina d’epoca per testimoniare l’esistenza di un Seminario sull’isola di San Giulio, lì nell’edificio dove sorge l’attuale Monastero.
Una curiosa e suggestiva carrellata di visi-bambini, remoti e sbiaditi, ma così fitti e dimenticati da toccare il cuore. Da leggerci pagine di un film mai scritto e saputo…

Piccoli seminaristi dell’Isola di San Giulio

“Incastonata nel lago, che riflette boschi e cime innevate, l’Isola di San Giulio ti sorprende e ti affascina come una piccola nave ancorata a 400 metri da Orta. 

La chiamano “Perla del lago”, “Porta del cielo”, “Dormitorio di Santi”, “Isola benedetta”. Dalle antiche pietre trasuda storia, dagli affreschi devozione millenaria, mentre il silenzio ti viene incontro lungo la stradina anulare, un silenzio amico, abitato, impastato di eternità tra i ciottoli e i vicoli a lago, il pozzo, le ville e quei giardini così minuscoli a misura di uno scoglio di appena 275 metri di lunghezza e 650 di perimetro. La sua è una bellezza arcana, custode nei secoli di una vocazione inconfondibile: essere culla e faro del cristianesimo in questa Riviera evangelizzata in piena controversia ariana dai santi fratelli di Egina, Giulio e Giuliano, nel secolo d’oro della patristica (…)

IL SEMINARIO

Inconfondibile sulla sommità dello scoglio l’ex-Seminario dell’Isola è dominato dalla statua di san Giulio benedicente. Voluto dal card. Morozzo nel 1841, dopo il lungo processo di annessione della Riviera allo Stato Sabaudo, l’edificio sorse sui ruderi dell’antico castello medievale e, sino al 1947, fu adibito alla formazione del clero diocesano novarese.

I suoi tetti e le mura massicce hanno sfidato i venti del lago e della storia, per diventare infine parte integrante dell’esuberante comunità benedettina dell’Abbazia Mater Ecclesiæ, che l’ha riqualificato e tuttora lo custodisce e lo abita.”

testo da: Diocesi di Novara

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