L’isola di San Giulio ai tempi dei ferri roventi e delle donne oneste

“(…) L’isola era la residenza del castellano, il rappresentante del vescovo, che durava in carica due anni ma che doveva versare, a garanzia della il sua corretta amministrazione, 500 fiorini l’anno alla Mensa Vescovile.


Tre giorni la settimana, lunedì, giovedì e sabato, il castellano doveva amministrare la giustizia, ed il vescovo Oldrando de Mayneriis, a metà del Trecento, gli aveva imposto tempi molto stretti per i processi: il castellano aveva l’obbligo di chiudere le cause in quattro mesi ed evitare i cavilli degli avvocati. Continue Reading

Palazzo Gemelli, e il suo giardino all’italiana (Orta San Giulio)

Palazzo Gemelli è l’edificio residenziale più importante di Orta, dimora prestigiosa di una famiglia illustre e riverita sulle terre del lago.
Soprattutto per il fatto di essere dotato del più bell’esempio di giardino all’italiana della Riviera del Cusio, esso si considera tra le ville della provincia di Novara: in realtà, sul piano tipologico, è un palazzo urbano: sorge infatti al termine della scenografica salita della Motta che è fiancheggiata da edifici, « alcuni intelligentemente restaurati, altri un po’ fatiscenti (che) compongono, pur nel contrasto degli stili, un insieme suggestivo » (M. Bonfantini) coronato dalla parrocchiale dell’Assunta.

Giardino all’italiana a terrazze di Palazzo Gemelli

Continue Reading

Scoprire i piccoli borghi del lago d’Orta: Corconio

Corconio è posto sulle alture Orta e si sviluppa a mezza costa lungo il pendio della collina.
Il fascino di questo piccolo centro della Riviera del Cusio scaturisce dal fatto di essere formato da poche case, isolate tra i boschi ed avvolte nel silenzio, e da minuscole vie, ripide e tortuose, che hanno sempre sullo sfondo la veduta del lago.

Il lago da Corconio

Scrive giustamente il Bonfantini che « la chiesa, col nobile palazzo di campagna che le sta di fronte, l’erboso viale sul fianco, tra un filare di abeti e una siepe dalla parte del lago, col colorito fondale di una cappella, un’altra casa dal lato opposto con il cancello che s’apre su un giardinetto fiorito, il piazzaletto a selci che prolunga il minuscolo sagrato e subito si stringe scendendo sotto una rustica arcata verso le altre case dell’abitato, formano in breve spazio un complesso che si direbbe destinato ad esprimere nel modo più compiuto il vero stile dell’Orta ».
Continue Reading

Il “torrone” di Ragazzoni e altre ville sul lago d’Orta

“La stravagante originalità architettonica di Villa Crespi, che per un certo periodo si chiamò anche Villa Pia, ha stimolato la fantasia del più autentico cantore della scapigliatura padana, Ernesto Ragazzoni (1870 – 1920), giornalista e poeta, che arrivando da Roma al paese natio nel 1919 per esercitare il diritto-dovere di elettore, scrive su “Il Tempo” alcuni appunti di viaggio, un brano forse presago della fine ormai imminente, un omaggio all’amata Orta senza rinunciare agli sprazzi di ironia, tipicamente ragazzoniani: «Fra le ville (di Orta ) c’è quella dell’ex ministro dei consumi, on. Crespi: è una massiccia costruzione moresca, un vasto blocco quadrato di torrone lavorato al traforo, con piantato nel mezzo, ritto, ad uso minareto, un serviziale però — conclude il cronista — elegantemente damascato».

Villa Crespi a Orta San Giulio

Anche Carlo Emilio Gadda (1893-1973) nell’Adalgisa ricorda il modello fisico di questo Kremlino-Alhambra-filanda-pagoda, miscellanea di allegorie, di reminiscenze storiche e interessi del costruttore. Continue Reading

I “cibi popolari” nella storia del lago d’Orta

” (…) L’accenno ai funghi di Boleto porta a considerare anche un altro tipo di rapporto confidenziale fra uomo e risorse del territorio; quello che si ritrova nelle antiche cucine popolari. Non sembri questa un’argomentazione futile. E’ invece un ulteriore controllo di quanto l’ambiente possa condizionare la vita.
Interrogando la cucina non si conoscerà soltanto come in passato si nutriva il contadino, ma si riscoprirà il legame istintivo fra l’uomo di altri tempi, la terra e i suoi prodotti.

Immagine tratta dal web

Confermando la durezza esistenziale dei luoghi, il popolo cusiano non ha tramandato piatti tipici, forse perché gli è sempre mancato ogni superfluo (i funghi andavano piuttosto venduti a caro prezzo che mangiati). Troviamo quindi preparazioni elementari che si rifanno al campo, al bosco, alla vite; insomma una frotta  di poveri cibi da piatto unico, latte con castagne secche, polenta con latte, “robiole” di Boleto, ove peraltro prendono spicco in epoca più recente sia una minestra di riso con castagne (che un gastronomo come Massimo Alberini giudica «di buon sapore, ma caduta quasi in oblìo») sia una castagnata riservata alla malinconica notte del 1° novembre. Continue Reading

Quei romantici balconcini in ferro battuto ad Orta, da uno studio di C. Nigra (1939)

FERRI BATTUTI

Immagini originali tratte dal volumetto del Nigra

” (…) Come è noto Orta è ricca di lavori in ferro battuto eseguiti specialmente nei secoli XVII e XVIII.

Di molti di essi ho già trattato nel mio studio sopra i Ferri Battuti del Lago d’Orta e suoi dintorni pubblicato nel Bollettino Storico per la Provincia di Novara del 1937, e di altri ho già fatto qui cenno parlando dei singoli edificii che ho particolarmente illustrati. Ma molti altri simili pregiati lavori esistono in Orta ed essi meritano una speciale menzione. Continue Reading