Breve e romantica narrazione di San Giulio sull’isola da un vecchio opuscolo (1931)

(…) E qui veramente incomincia la storia gloriosa di S. Giulio e dell’Isola che ne porta il nome. Da solo, col suo bastone di pellegrino, seguendo la riva occidentale del Lago (San Giulio, n.d.r.) si porta da Gozzano alla punta Casario.
Il sole risplende nel pieno meriggio estivo, e la terra battuta da S. Giulio è arida e secca.

Copertina dell’opuscolo

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“Il giardino celeste” e il Sacro Monte di Orta

Ogni luogo ha un’essenza percepibile e avvertibile concretamente che lo rende particolare. Quella dell’area lacustre cusiana si manifesta con un insieme di fenomeni tangibili e astratti, entrambi accentuati.
Dalla relazione fra il cielo e la terra spicca la verticalità dei rilievi in progressiva ascesa verso tramontana. Le cime si stagliano contro un cielo coprente, ma non predominante. verso il quale tendono gli alberi, che ammantano parte della superficie e le strutture verticali realizzate dall’uomo: i campanili,  le torri, le guglie, i pinnacoli e i tetti a falda degli edifici: così la forma ascensionale tipica di certi insediamenti lacustri di cui è emblematica l’isola di San Giulio con il suo profilo triangolare il cui vertice è costituito oggi dal monastero benedettino Mater Ecclesiae.

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Una gita sul lago d’Orta e quel lusso di un indolente riposo (1850)

“(…) Domenica 15 settembre 1850: Abbiamo lasciato Vogogna questa mattina dopo aver noleggiato un calesse che ci portasse ad Orta.

Poco prima di arrivare ad Omegna, che é ad un capo del lago d’Orta, il cocchiere ci suggerì che sarebbe stato molto più gradevole andare da Omegna ad Orta in barca, invece che lungo la strada polverosa che corre lungo il lago, e ci offrì di proseguire in barca anziché in calesse, se lo avessimo preferito.
Acconsentimmo alla sua proposta, ma poi scoprimmo che sarebbe stato molto più economico noleggiare il calesse solo per arrivare ad Omegna e di lì prendere il battello per conto nostro.
La gita ad Omegna fu molto bella, lungo una strada eccellente.
Una miniera d’oro era stata scoperta negli ultimi due mesi nelle vicinanze; e gli abitanti erano ancora sotto l’effetto eccitante della febbre dell’oro.

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Villa Curioni ad Orta tra fascino, leggende e letteratura

VILLA « DELLA GROTTA DELL’ORCA », CURIONI

Questa villa, posta lungo la passeggiata della penisola di Orta San Giulio, è denominata « della Grotta dell’Orca » per “una grotta piovosa, nera, nera / ove le streghe a torme sulla sera / convengono alla lor ridda infernale“, come poetava il proprietario stesso (Augusto Curioni nel 1891).

Villa Curioni – Mazzetti ad Orta

Nella basilica di S. Giulio sull’Isola sono ancora conservati i resti di quello che la tradizione ritiene essere un grosso cetaceo preistorico. Sulla sua provenienza ci sono solo supposizioni e leggende che lo riguardano. Ciò che è certo è che prima di essere trasferiti nella basilica i resti erano conservati in una grotta nel giardino di questa villa (grotta ora nascosta perché “incapsulata” e perfettamente conservata in una stanza dell’edificio).

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Filmografia del lago d’Orta (dagli inizi del ‘900, fino agli anni ’70)

Sul finire del 1914 nelle sale cinematografiche viene proiettato un film di tema ed ambiente esotico… ma girato, non in India, come si voleva far credere, bensì proprio ad Orta. Si tratta del film JVNA, LA PERLA DEL GANGE ( ma lo troviamo citato anche come Jwna, ….); regia di Giuseppe Pinto, con gli attori Lydia Quaranta (1890-1928), Gian Paolo Rosmino, Gigi Petrungaro, Virgilio Tommasini, … durata 54 minuti ( mt. 1350/1500, prodotto dalla Film Artistica GLORIA di Torino, visto della censura n. 5731 del 9.12.1914, prima visione in dicembre 1914 ).

La trama è così riassunta in una rivista d’epoca del settore: ” Jvna la bella figlia di Rajah delle Indie è colpita da un male misterioso; a nulla valgono gli scongiuri del fachiro Kikraja, al quale è stato promesso un tesoro se riesce a guarirla.

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I sentieri del lago d’Orta: ORTA – PELLA (1)

Girolago i sentieri del lago d’Orta
L`ANELLO AZZURRO: ORTA – PELLA

Sacro Monte di Orta- Pella

Percorribile: a piedi  lunghezza: 14,0 km
Paesi toccati: Orta, Legro, Corconio, Bolzano, Gozzano, San Maurizio, Lagna, Pella

Il punto di partenza è il Sacro Monte di Orta. Scendiamo in direzione della strada regionale 229 e proseguiamo in salita in direzione di Legro.
Dopo la stazione di Orta-Miasino, proseguiamo sempre diritto seguendo per la Strada della Prisciola e superando sulla destra l`Hotel Villa San Francesco. Proseguiamo fino ad incontrare la strada sterrata che ci condurrà alla chiesa di Santo Stefano a Corconio.

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