Orta, e quando ottobre batte alla sua porta

Quando ottobre batte alla tua porta

(….) Ho scritto del “pulsare discreto” di Orta. Sono ritmi di vita lontani dalla frenesia contemporanea. L’essere stesso del paese si identifica col borghigiano e viceversa, l’agonia non può che invadere entrambi.
L’ozio (cui accenna Gabriele Galli) è forse più un sonno necessario, ineludibile:

(…) Del resto di questa scarsezza di volontà o attitudine lavorativa soffrono molti miei borghigiani. Sta di fatto che sia la bella, ineguagliabile piazza coronata da ippocastani, sia la ombrosa vegetazione del Sacro Monte fanno da calamita agli abitanti e li invitano al riposo o al passeggio (…)

E ancora:

Lavorar troppo non ci conviene;
sì poco costaci il viver bene.
Il lago, il monte nessuno ci toglie
veder in piazza spuntar le foglie.

Vive di vecchie sue tradizioni
questo paese, senza scossoni;
se nel progresso ti sembra lento
lascialo vivere; egli è contento.

E all’affacciarsi dell’autunno Orta, abbandonata la chiassosa cornice dei turisti, si riassume nelle tinte più vere, ricompone le proprie vesti in un’allegoria decadentista, consente l’eco di fasti antichi e solitari: i colori trattenuti all’estremità del dissolversi, le viuzze ciottolate – che si stringono intorno alle case o si tuffano nel lago – vuote e percorse da brume sottili.
E’ un borgo che si piega su se stesso.

Così Galli scriveva nel 1939 rivolgendosi ai suoi concittadini nella poesia “Quando ottobre batte alla tua porta”:

(…) E a nomar torni col suo proprio nome
ogni persona della tua città
senza gena o casato, così come
il costum vuole de la sincerità.

E a riandare il tempo ormai lontano
ti rintani nei bar e nei caffè
tra i calici di Ghemme e di vergano
dall’Ettore, dal Carlo, oppur se c’è

acceso già il patrialcal camino
nell’antica osteria dell’Agnel,
o se tu speri trovar dal Cesarino
la scopa e la marianna e il settebel.

(…) Allungate le barche in sul sagrato
ricoperto di lana e di mantel
in chiuso loco sì torni al passato (…)

dalla prefazione di: Gabriele Galli “Il piccolo mondo del lago d’Orta“, Alberti Editore 1987

Articoli correlati