Montale sul lago d’Orta

Sul lago d’Orta apparve il 26 ottobre 1975 sul Corriere della sera, tre giorni dopo la diffusione della notizia dell’assegnazione a Eugenio Montale del Premio Nobel per la letteratura, consegnato al poeta nel dicembre dello stesso anno, presso l’Accademia di Svezia.
Successivamente, la poesia venne pubblicata nella raccolta Quaderno di quattro anni (1977), riflessioni e appunti in versi, segnati da una vena ironica, che a volte sconfina nel sarcasmo. La lirica riprende con disincanto e amara consapevolezza temi e immagini ricorrenti nella produzione di Montale.

Sul lago d’Orta

Le Muse stanno appollaiate
sulla balaustra
appena un filo di brezza sull’acqua
c’è qualche albero illustre
la magnolia il cipresso l’ippocastano
la vecchia villa è scortecciata
da un vetro rotto vedo sofà ammuffiti
e un tavolo da ping-pong. Qui non viene nessuno
da molti anni. Un guardiano era previsto
ma si sa come vanno le previsioni.
E’ strana l’angoscia che si prova
in questa deserta proda sabbiosa erbosa
dove i salici piangono davvero
e ristagna indeciso tra vita e morte
un intermezzo senza pubblico. E’
un’angoscia limbale sempre incerta
tra la catastrofe e l’apoteosi
di una rigogliosa decrepitudine.
Se il bandolo del puzzle più tormentoso
fosse più che un’ubbia
sarebbe strano trovarlo dove neppure un’anguilla
tenta di sopravvivere. Molti anni fa c’era qui
una famiglia inglese. Purtroppo manca il custode
ma forse quegli angeli (angli) non erano così pazzi
da essere custoditi.

Eugenio Montale