Il Santuario della Bocciola sul lago d’Orta e la sua origine legata ad un evento prodigioso

Considerato uno dei più suggestivi punti panoramici sul lago d’Orta, il Santuario della Madonna della Bocciola, a pochi minuti d’auto da Orta San Giulio, forse non tutti sanno che non sorge lì a causa della sua posizione dominante sul lago, ma affonda le sue radici in una prodigiosa e miracolosa apparizione della Madonna nel 1543.

“(…) L’origine di questo luogo di culto è legata all’apparizione della Vergine ad una fanciulla di Vacciaghetto, agglomerato di case a poca distanza dal santuario, certa Giulia Manfredi. La giovane, la mattina del 28 marzo 1543 mercoledì fra l’ottava di Pasqua, si era incamminata verso Miasino, fermandosi a pregare davanti ad un pilone votivo che sorgeva lungo la strada; all’improvviso venne distratta da un soffio di vento e, volgendo lo sguardo verso un pruno selvatico a poca distanza della cappella, vide al si sopra dell’arbusto la Madonna con il Bambino sulle braccia.
Stupita dalla visione Giulia ebbe un attimo di timore, ma la Vergine la invitò ad avvicinarsi e ad ascoltare quanto le avrebbe confidato. Dopo averla ringraziata per la devozione che la giovane portava verso quell’edicola immersa nel bosco, Maria le promise di accoglierla dopo pochi giorni in paradiso, non prima però di aver riferito alla popolazione del luogo un suo messaggio: quello di astenersi nel pomeriggio del sabato, dopo l’ora nona, da ogni lavoro, santificando quel tempo prefestivo in suo onore. La ragazza corse in paese e raccontò l’accaduto, raccomandando il desiderio della Vergine; lo sconcerto dei compaesani fu notevole: essendo lei stata muta fino a quel momento e avendo così miracolosamente trovato il dono della parola, non poteva che raccontare il vero.
Stando alla tradizione, in quel momento le campane della chiesa suonarono a festa senza che alcuno le toccasse e tutta la popolazione si recò in preghiera presso il luogo ove era avvenuta l’apparizione.


La narrazione, come si può constatare, presenta ricorrenti topoi narrativi tipici dei racconti di apparizione, ma a suffragare la storicità dell’episodio esiste della documentazione. L’atto più importante è costituito dalla cronaca redatta dal notaio Elia Olina, conservato presso il municipio di Orta; il testo, scritto il lingua latina come si conveniva ad un documento ufficiale, pur collocando l’apparizione al 28 maggio del 1543 e non al 28 marzo, fornisce anche notizie su di un altro fatto miracoloso accaduto in quei giorni a Vacciago.
Nella chiesa parrocchiale di sant ‘Antonio, un’immagine mariana avrebbe lacrimato ed emesso sudore, assumendo una viva colorazione. Un racconto più dettagliato degli avvenimenti, ma non esente da sentimento, venne fornito nel 1696 dal sacerdote Giovanni Battista Lorella, che attinse notizie dal gesuita Giovanni Rò.(….)”

Damiamo Pomi da sacromontedivarallo.it

Gli annali del santuario registrano copiosi miracoli attribuiti alla devozione e alla protezione della Madonna della Bocciola: non solo di temporali sventati o viceversa di piogge benefiche, in relazione all’ossequio dei Vacciaghesi ai precetti dati da Maria durante la sua apparizione, ma anche benefici accordati a famiglie di Vacciago, in particolare alla famiglia Lorella, custode del santuario nei secoli scorsi: guarigioni di malati gravissimi (1720,1722,1724,1726, 1731), salvezza nel corso di incidenti (1731), La solenne commemorazione della Bocciola si svolge ogni anno nel santuario il 28 di marzo in coincidenza con la data tradizionale del miracolo, e poi nella prima domenica di settembre in coincidenza con la festa della Natività di Maria, recentemente anticipata all’ultima domenica di agosto.

Articoli correlati