Filmografia del lago d’Orta (dagli inizi del ‘900, fino agli anni ’70)

Sul finire del 1914 nelle sale cinematografiche viene proiettato un film di tema ed ambiente esotico… ma girato, non in India, come si voleva far credere, bensì proprio ad Orta. Si tratta del film JVNA, LA PERLA DEL GANGE ( ma lo troviamo citato anche come Jwna, ….); regia di Giuseppe Pinto, con gli attori Lydia Quaranta (1890-1928), Gian Paolo Rosmino, Gigi Petrungaro, Virgilio Tommasini, … durata 54 minuti ( mt. 1350/1500, prodotto dalla Film Artistica GLORIA di Torino, visto della censura n. 5731 del 9.12.1914, prima visione in dicembre 1914 ).

La trama è così riassunta in una rivista d’epoca del settore: ” Jvna la bella figlia di Rajah delle Indie è colpita da un male misterioso; a nulla valgono gli scongiuri del fachiro Kikraja, al quale è stato promesso un tesoro se riesce a guarirla.

Meglio vi riesce il Conte Arturo de La Risière, che ha salvato il fachiro dalla orribile morte al quale il Raiah l’ha destinato per essere fallito nella sua impresa.
Jvna si innamora del giovane conte e ne è riamata, ma Kikraja tenta di uccidere il conte per impadronirsi della somma promessagli; non riesce, finendo divorato dalle tigri. Arturo sposerà Jvna, la perla del Gange.” Per la scenografia “orientale” si utilizza la Villa Crespi e lo apprendiamo da una importante catalogazione e schedatura di opere cinematografiche: “L’India del film venne ricostruita nella Villa Crespi, sul Lago d’Orta …”
Non abbiamo notizie precise sull’accoglienza del pubblico, solo troviamo la notizia che a Genova, al cinema Regina Elena, nel settembre 1915 questo film viene riproposto, ” Si replica questa ricchissima e riuscita film, che il pubblico rivede con piacere.”

Villa Crespi, originariamente chiamata “Villa Pia “, oggi Hotel Villa Crespi ( 4 stelle), è un edificio dalle forme architettoniche orientali, una sorta di minareto edificato a partire dal 1879/1880, dall’industriale cotoniero Cristoforo Benigno Crespi, originario di Busto Arsizio, incantato dal fascino di Bagdad dove si recava per comperare partite di cotone, per ” .. un’odalisca che probabilmente non era la signora Crespi … La costruzione si protrasse per ben diciotto anni, ed ospita oggi un albergo di lusso, con parquet in legno di limone e di rosa e con le pareti coperte di seta: insomma un vero palazzo da sultano …” .
Negli anni trenta la villa viene acquistata dai Marchesi Fracassi di Torre Rossano e diviene luogo di soggiorno di poeti ed industriali oltre che di principesse e regnanti (anche Umberto di Savoia e la Regina Margherita).

Anticipiamo così di qualche anno la data di nascita della cinematografia “ortese” che si riteneva iniziare nel 1917 col film Il gioiello sinistro, come si rileva nei comunicati stampa della manifestazione cinematografica di Orta del 1997 ed altrettanti segnalazioni per la manifestazione “Muri dipinti” di Legro, frazione di Orta, dove i muri delle case sono stati affrescati in questi ultimi anni con opere ispirate a film realizzati sul Cusio e sul Verbano.

Quel film, Il gioiello sinistro, appunto del 1917 ( m. 1315, prodotto dalla Adolfo De Rosa Film di Milano, visto della censura n. 12965 del 1 settembre 1917) vede la regia di Eleuterio Rodolfi che vi recita anche con Lydia Quaranta, Eva Dorrington, Ugo Gracci, Nuccia del West, Memo Benassi ed altri. La sceneggiatura è tratta da un romanzo del 1906 di Flavia Steno, pseudonimo di Amelia Osta Cottini ( ….., + 1946, di Genova, anche giornalista e scrittrice, femminista), apparso in appendice su numerosi quotidiani italiani. E’ la storia di un diamante maledetto conteso da varie persone, la vicenda si snoda dal polo nord, ove un transatlantico fa naufragio urtando un iceberg, al Perù ove la protagonista diventa ” Sposa del Sole” secondo un’antica leggenda andina …

Nell’immediato dopoguerra le cronache giornalistiche riferiscono che il lago d’Orta sarà la probabile scenografia di un film, con attori famosi. Si legge in un quotidiano nazionale: “SI GIRA UN NUOVO FILM SUL LAGO D’ORTA.. Nell’incantevole conca del romantico lago d’Orta sarà girato un nuovo film che si aggiunge a quelli già conosciuti come “Una romantica avventura”, “L’amante segreta” e “La maestrina” che fecero ammirare dagli schermi quanto vi è di bello e pittoresco nella zona. Scrittrici e “stelline” inglesi e americane sono entusiaste del panorama di fiaba e ne parlano su parecchie divulgatissime riviste americane: pure questo particolare è a grande vantaggio degli interessi turistici di questa perla di lago alpino troppo poco noto all’estero e anche in Italia. Prossimamente giungerà ad Orta la “troupe” della Paramount per iniziare le operazioni: saranno protagonisti Ingrid Bergman e Alan Ladd. Il nuovo film ha il titolo “Dopo mezzanotte” ed è tolto dall’omonimo romanzo di una scrittrice americana che ne prese lo spunto dal medesimo titolo di una novella.”

Quel film è effettivamente girato anche se poi, all’uscita nelle sale, avrà un titolo diverso; negli USA, dove esce il 21 febbraio 1950, si intitola “Captain Carey“, in Italia “La spia del lago“.
A produrlo, in bianco e nero, la Paramount Pictures che si avvale di attori e personale tecnico completamente di lingua inglese; il regista è Mitchell Leisen ( 1898-1972), l’interprete maschile Alan Ladd ( 1913-1964) [28], attore di discreta fama; interprete femminile, in luogo della prevista Bergmann (prevista forse solo da chiacchiere mondane) tal Wanda Hendrix ( 1928-1981), attrice sconosciuta in Europa. Altro interprete maschile Francis Lederer ( Praga 1899 – California 2000), che dovrà la sua fama, per altro non eccelsa, al fatto di aver recitato anche quasi centenario in un documentario incentrato sulla figura della mitica diva statunitense Louise Brooke.

La trama del film – tratta da un romanzo della scrittrice Martha Albrand – racconta del Capitano Bill Carey che, nel dopoguerra torna sul lago d’Orta, dov’era stato in missione per il servizio segreto e dove era stato catturato dai nazisti per la delazione di una spia mentre la ragazza, la partigiana Giulia, della quale era innamorato viene uccisa; ora vuol scoprire la spia tanto più che viene a sapere che la ragazza è viva e si è pure sposata pur controvoglia …

Più che il film ebbe successo la colonna sonora grazie alla canzone “Monna Lisa“, autori Jay Livingston (1915-2001) e Ray Evans , che nel 1950 ottiene un premio Oscar per la miglior canzone e il riconoscimento ASCAP Award del 1987 sempre per la miglior canzone .
Canzone poi ripetuta nel film “Hudson Hawk, il mago del furto“, nelle sale italiane nel 1991, per la regia di M. Lehmann.
Film, quest’ultimo, noto più che per meriti artistici per aver avuto come protagonista il noto attore Bruce Willis con troupe praticamente tutta straniera, tranne Stefano Molinari nei panni di Leonardo Da Vinci e girato tra gli USA , l’Ungheria, Londra ed anche l’Italia ( ma solo a Roma, tra Città del Vaticano e il Palazzo della Civiltà Italiana all’E.U.R.).

Nella cronaca giornalistica de L’Italia – 20 febbraio 1949 – di segnalazione della programmazione di questo film, vengono citati altri film con scene girate sul lago d’Orta: prendiamo spunto pertanto per ricordarli brevemente a partire da “Una romantica avventura” (1940, prodotto da ENIC, visto in censura il 10 luglio1940, uscito in Italia a partire dal settembre 1940 ) con interpreti Ernesto Almirante, Massimo Girotti, Assia Noris (nella doppia parte della madre e della figlia), ed un giovanissimo Gino Cervi; ” Il film, ispirato al romanzo omonimo di Thomas Hardy, sia per la scelta dell’ambientazione (l’Ottocento sconvolto dalle guerre risorgimentali) sia per l’attenzione agli aspetti figurativi, segna l’abbandono di Camerini del filone ” telefoni bianchi” e l’avvicinamento al cinema dei cosiddetti “calligrafici” …”, così in Dizionario dei film 1998, a cura di Paolo Mereghetti. La regia è di Mario Camerini che ne cura anche la sceneggiatura insieme a Renato Castellani ed a Mario Soldati .

L’amante segreta, film girato nel 1941 per la regia di Carmine Gallone ( 1886-1973), importante e noto regista italiano, con Alida Valli, ventenne ma già una star. Altri interpreti Luigi Almirante, Fosco Giachetti, Osvaldo Valenti .
La sceneggiatura vede Renata, giovane ed abituata al bel mondo, caduta in miseria per gli imbrogli del suo tutore, che si trasferisce al nord dove lavora in un grande albergo. Poi, ingiustamente accusata di furto, accetta di posare nuda per un pittore , titolo del quadro “L’amante segreta”, provocando poi malintesi con un giovanotto che la ama. . È una storia confusa, complicata da un’enorme quantità di episodi per lo più gratuiti; comunque si concluderà con il classico lieto fine.

Poi nel 1942 si gira La maestrina, con la regia del romano Giorgio Bianchi (Roma 1904 – Roma 1968), con Nino Besozzi interprete principale e con Maria Denis, Virgilio Riento, … anche Giovanna Ralli, bambina, al primo suo film ( è nata a Roma nel 1935 ). Il film girato soprattutto a Roma, a Cinecittà e con alcuni esterni sul lago d’Orta è prodotto dalla Artisti Associati; visto della censura del 12 ottobre1942, prima visione del 8 ottobre1942.
In un paese di montagna arriva la nuova maestrina, dal contegno troppo riservato per non suscitare le curiosità delle malelingue; il sindaco tenta di sedurla, ma quando conosce la sua vera dolorosa storia decide di sposarla .
La sceneggiatura è tratta dalla commedia (datata 1917) di Dario Niccodemi, in realtà un remake poiché uno stesso film, sempre tratto da Nicodemi, l’aveva già girato nel 1933 Guido Brignone, con una commovente Andreina Pagnani.

Buono il successo commerciale, ” … i suoi scopi commerciali sono stati raggiunti in pieno. Il pubblico si commuove e si diverte …”, scarso invece il giudizio della critica che se la prende soprattutto col regista Giorgio Bianchi che ” depone i panni di attore per indossare quelli di regista; indubbiamente questi ultimi sono i meno adatti a lui. Dotato di scarsa fantasia tecnica il suo linguaggio risulta impacciato continuamente da una esasperante monotonia. ”

Tra gli interpreti di questo film anche Valentina Cortese – sia pur in una parte molto minore – che in un’intervista così ricorda: “Ho sempre pensato al teatro, invece. Crescevo con mia nonna, che adoravo, e non ero preparata in tante cose. Così, approfittando del fatto di avere là alcuni parenti, nel ’41 andai a Roma per iscrivermi all’Accademia d’arte drammatica, non sapendo che i corsi erano già cominciati. Lì incontrai Silvio D’Amico, che fu veramente molto carino con me. “Mia cara bambina, mi disse – non avevo ancora 17 anni -, i corsi sono già cominciati, devi perdere un anno, mi dispiace. Hai qualcosa da recitarmi ?” E io recitai due-tre cose che avevo già fatto a Stresa, d’estate – mia nonna vi aveva una villa -, con i miei amici: un paio di scene da “La maestrina” di Niccodemi, qualcosa da “La signora delle camelie”, naturalmente (ride, ndr), e un pezzo di “Giulietta e Romeo”. E Silvio D’Amico mi disse: “Hai del talento, proprio mi spiace che tu perda questo anno”. Poi andò a prendermi due libri, me li diede da leggere, e mi disse di tornare da lui nell’altro anno, per un esamino».
Così in una recente pubblicazione ” … Il Lago d’Orta, luogo romantico e prediletto da poeti e narratori, è stato cornice della << Maestrina >> (1942) di Giorgio Bianchi, da una commedia di Dario Niccodemi, spaccato di provincia che mette alla berlina invidie e malelingue: quarant’anni dopo anche << Una spina nel cuore >> (1986) di Alberto Lattuada con Anthony Delon, tratto dall’omonimo romanzo di Piero Chiara, ha fatto leva sulle atmosfere immobili e rarefatte del lago d’Orta come sfondo di una torbida passione e di sanguigni conflitti familiari.”


Giova qui ricordare che altri film tratti dal nostro narratore luinese, – oltre la “La spina nel cuore” – sono stati girati sul lago d’Orta e suoi dintorni: Il piatto piange ( 1974, regia di Paolo Nuzi), Il balordo ( 1978, regia di P.Passalacqua; tre puntate televisive ), La banca di Monate (1976, regia di F.Massaro ).

A cura di Davide e Gianni Pozzi, da VERBANUS 27 – 2006

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