Ernesto Ragazzoni: qualche poesia, qualche voce a leggerlo

“Ernesto Ragazzoni (Orta, 1870 – Torino, 1920) non fu un uomo celebre qualunque. Straordinario dissipatore di se stesso e del suo talento, fu il poeta dei buchi nella sabbia e delle pagine «invisibilissime» (cioè non scritte) . La poesia di Ragazzoni si realizzò in gran parte fuori dal testo, nella vita del suo autore; come è accaduto per altri poeti della dissipazione di sé, la sua fama è arrivata fino a noi, nonostante la critica e quasi in assenza della critica, esclusivamente grazie ai lettori”

Sebastiano Vassalli

Di sé e della sua opera ebbe a scrivere “Ognuno lavora come crede. Uno dei lavori più graditi, per me, dei più appassionanti, il lavoro dei lavori, è… non scrivere. Ci passerei tutta la vita. (…) La mia fatica di inveterato non scrittore (…) è di condurre, in pensiero, invisibili penne all’assalto di invisibili fogli di carta alla conquista ideale di volumi e volumi che non saranno mai, altro che nella mia mente (…). Mi sono composto, così, dentro, un’intera biblioteca, tutta opera mia, e di cui io solo ho la chiave. (…) La mia teoria (…) è che le idee son fatte per rimanere idee. Sono cose di lusso o pericolose che a portarle sul mercato ci perdono o creano guai. Quante idee – diventate fisse – hanno condotto al manicomio, quante hanno trascinato gente a massacrarsi. (…) È grazie a questi sodi principii che di continuo riesco a regalarmi alla fantasia invisibili pagine meravigliose che scritte sarebbero sciupate”.

Rose sfogliate

Dal parco mi sento
venire a folate
un balsamo lento
di rose sfogliate,

un balsamo lento
perché già l’estate
declina, ed il vento
le rose ha sfogliate.

Ed ecco, a sembianza
d’un fiato di rose
sfogliate in distanza
mi giunge da ascose

memorie, fragranza
d’assai vecchie cose
siccome di rose
sfogliate in distanza.

 

Ad Orta

Ad Orta, in una camera quïeta
che s’apre sopra un verde pergolato,
e dove, a tratti, il vento come un fiato
porta un fruscìo sottil, come di seta,

c’è un pianoforte, cara, che ti aspetta
un pianoforte ove mi suonerai
la musica che ami, e che vorrai:
qualche pagina nostra benedetta.

La nostra grande pagina ove abbiamo
prima sognato tante cose, tante…
E ci risponderanno fuor le piante,
ed un coro d’augelli su ogni ramo.

La casa, intenta all’opere tranquille
risuonerà come una cattedrale,
ed io verrò a leggere il messale,
o mia diletta, nelle tue pupille.

Ernesto Ragazzoni

Ernesto Ragazzoni

VITTORIO-GASSMAN-1

Riondino

 

 

 

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