Balzac e l’amante clandestina sul lago d’Orta

Balzac e l’amante clandestina sul lago d’Orta

Angelo Inganni (Brescia, 1807 – Gussago, 1880), Mercato sul lago d'Orta

Angelo Inganni (Brescia, 1807 – Gussago, 1880), Mercato sul lago d’Orta

(…) Nell’agosto del 1836, a conclusione del suo viaggio in Italia, passa lungo il lago d’Orta, il Lago Maggiore e per il Sempione anche il trentasettenne Honoré de Balzac. Giornalista e romanziere di successo, era sceso in Italia attraverso il Moncenisio e s’era fermato a Torino.
Era in compagnia di un giovane amico di nome Marcel, sotto i cui abiti maschili e baffetti posticci si celavano le grazie di Carolina, amante dello scrittore.

Sponda del lago d'Orta (foto di Zbigniew Danilowicz)

Sponda del lago d’Orta (foto di Zbigniew Danilowicz)

Il travestimento era un trucco per ingannare polizia e ficcanaso, nel timore che il marito, un certo Marbouty, cancelliere capo al Tribunale di Limoges, potesse rintracciare la moglie troppo indipendente. Nella Comédie humaine Balzac si ricorda del suo viaggio in Italia e in particolare del lago d’Orta, che ne Les Employés così descrive: 1838:
“Un delizioso piccolo lago, com’è il lago d’Orta ai piedi del Monte Rosa, un’isola adagiata nelle sue acque calme, civettuola e semplice, naturale eppure adorna, solitaria e ben accompagnata: eleganti boschetti d’alberi, statue di bell’effetto. D’intorno, rive ora coltivate ora selvagge: il grandioso e i suoi tumulti al di fuori, dentro le proporzioni umane (…).”

Raffaele Fattalini

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