Alcuni testi d’amore di lago di Augusto Mazzetti (1901 – 1978)

Scherzo

Mostri lacustri, case, mi sembrate
d’acqua stillanti e dall’aspetto arcano,
dal fondo emersi d’un mondo lontano

ritti sul lago ad asciugare al sole,
e le finestre occhiaie immense e gole
all’azzurro del cielo spalancate
A un amico

Sui tetti ricordi?
mangiare i limoni,
filosofare,
l’amore,l’Io, il non Io…
Sui tetti guardando il lago:
un pesce persico, un cavezzale,
muso a muso
in passeggiata,
solenni e assorti
con molto sussiego

All’isola

Rosa d’albe e di stupore
sulle acque garrisci
ed ammiccando inviti
a delicati approdi
tra le nuvole e lo scoglio

 

So del mio paese

So del mio paese
i suoni le luci gli odori.
So dove una porta geme,
il bianco di un muro inebria una magnolia;
ogni giorno compio l’amoroso viaggio.
Tento il futuro:
è come d’Ulisse l’avventurosa trama
diggià scontata, se pure vi balena
ad ogni istante un filo nuovo

Pesca

Vibra il rame della tirlindana
fino sul fondo della corona,
il polpastrello seconda
il moto segreto
in un rito d’amore rapace,
quasi un respiro

Per essere

Oh lago, lago, lago!
Sciogliermi infine con te
per essere un giorno pescato
come un antico luccio

Testi di Augusto Mazzetti tratti da “Sentimento di Orta” (1980)

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