Nietzsche era in preda ad una insolita euforia. Tra le cappelle
barocche del Sacro Monte si era verificato un equivoco che avrebbe portato l'ipersensibile
pensatore tedesco ad una delle crisi più drammatiche della sua vita. La stessa Lou, molto
più tardi, non ricordava se in quella circostanza avesse o no baciato il filosofo: certo
aveva vissuto con lui un momento di estatico rapimento in uno spirito di fraterna
condivisione, ma niente di più. Non fu così per Nietzsche che trascorse diversi mesi
nello stato di grazia di un adolescente innamorato, fino a che aprì gli occhi sulla sua
illusione.
Le sue lettere dell'autunno e dell'inverno successivi grondano di disperazione, ma già in
gennaio lo vediamo impegnato nella stesura di Così parlo Zarathustra, opera capitale che
volta le spalle all'immanentismo delle precedenti per intraprendere la via di un ascetismo
eroico e trascendente, anche se non religioso. Su quella inattesa svolta nel pensiero
nietzschiano certamente agì la drammatica esperienza amorosa, trascesa e sublimata, ma
anche, probabilmente, suoni odori e immagini di un pomeriggio trascorso nell'atmosfera di
francescano misticismo del Sacro Monte d'Orta.
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