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il lago d'orta il più romantico dei laghi italiani

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L'AMBONE DELLA BASILICA DI SAN GIULIO

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La Basilica di San Giulio sorge sulla piccola isola di San Giulio situata al centro del lago d'Orta. La tradizione, contenente interessanti riferimenti storici, vuole che questa sia la centesima e ultima chiesa fondata da San Giulio, originario dell'isola di Egina in Grecia, che con il fratello Giuliano dedicò gli ultimi anni di vita all'evangelizzazione del lago d'Orta. Secondo la leggenda, intorno al 390 il santo raggiunse l'isola navigando sul proprio mantello e la liberò dai draghi (immagine simbolica della sconfitta del paganesimo) edificando una piccola chiesa, dedicata ai dodici Apostoli, nel luogo dove in precedenza si ipotizza sorgesse un tempio o un'area sacra pagana. Nell'Alto Medioevo la posizione strategica rese l'isola un importante centro difensivo, sede dapprima di un duca longobardo, in seguito munito castello appartenente al re d'Italia Berengario II. Il castello pervenne infine (o tornò, se fosse storica l'attribuzione della sua costruzione al vescovo di Novara Onorato nel V secolo) nella proprietà del Vescovo di Novara. Le vicende belliche e le esigenze militari condizionarono lo sviluppo dell'edificio sacro sia con i probabili danneggiamenti subiti nel corso degli assedi, sia per la trasformazione di alcune sue pertinenze.

Le testimonianze artistiche più antiche ancora presenti nell'attuale apparato decorativo sono date dallo stupendo ambone romanico addossato al quarto pilastro sinistro e dai meravigliosi affreschi posti sulle pareti delle navate laterali e sui pilastri della chiesa, espressioni di devozione popolare che coprono un arco temporale che va dalla seconda metà del XIV ai primi decenni del XVI secolo.

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L'ambone romanico (inizi del XII secolo)

Costruito in serpentino grigio-verde scuro (che al contatto con l'aria assume un colore simile al bronzo) proveniente dalle vicine cave di Oira[3], si fa risalire agli inizi del XII secolo. Presenta una pianta quadrata con quattro colonne che sorreggono il parapetto che, a sua volta, poggia su di una base ornata di fogli d'acanto. Le quattro colonne sono diverse tra loro, due hanno fusto liscio, le altre presentano ornati in rilievo con motivi ad intreccio; notevoli sono i capitelli a fogliami (o con fogliami e teste di animali). Il parapetto, a forma mistilinea, presenta su ciascuno dei tre lati due parti rettilinee ed una curva, che rendono suggestiva la lettura iconografica delle lastre scolpite di cui si compone.

Leggendo le figure in senso antiorario troviamo: un centauro in atto di scoccare una freccia contro un cervo, aggredito da due fiere, poi le raffigurazioni simboliche dei quattro evangelisti (il bue di Luca, l'angelo di Matteo, il leone di Marco, l'aquila di Giovanni), ed infine la rappresentazione di un grifone che azzanna la coda di un coccodrillo. Le due scene di lotta - corrispondenti al gusto dei bestiari medievali - stanno a significare la lotta tra il bene ed il male.

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Tra il leone di Marco e l'aquila di Giovanni trova curiosamente posto una figura maschile, in posizione ieratica, con il mantello e le mani appoggiate su bastone con l'impugnatura a tau: sulla identità (o significato simbolico) della figura ci si è a lungo interrogati. Un'interpretazione che pare sufficientemente fondata vuole trattarsi della figura di Guglielmo da Volpiano, nato sull'isola e venerato dalla Chiesa come santo.

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immagini © pasaram